placido
rizzotto
“I nostri nemici non sono i padroni, ma noi stessi. Non si nasce schiavi o padroni, lo si diventa.”
Le qualità di Placido Rizzotto sono l’intraprendenza, il coraggio e l’intelligenza. Dice: “Non si nasce schiavi o padroni, chi ci vuole diventare ci diventa. Noi dobbiamo restare uniti, compagni, perché da soli non si cambiano le cose”. Durante la seconda guerra mondiale viene inviato a combattere sui monti della Carnia, in Friuli Venezia Giulia: da caporale è promosso caporale maggiore e poi sergente. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 diventa partigiano, come socialista. Alla fine della guerra è segretario della Camera del lavoro di Corleone. Comincia a denunciare la mafia. La sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto, a 34 anni, è sequestrato da un gruppo di mafiosi guidato da Luciano Liggio che lo circondano in strada a Corleone, lo caricano su una 1100, lo portano in una fattoria di Contrada Malvello, lo picchiano a sangue e gli fracassano il cranio. Poi fanno sparire il corpo, che sarà ritrovato solo il 7 luglio del 2009 all’interno della foiba di Rocca Busambra, a Corleone.