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giaccone

“Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia”. (da una lettera pubblicata sul Giornale di Sicilia, 10 gennaio 1991)

Paolo Giaccone è un professore universitario di medicina legale all’Università di Palermo. Grazie alle innovative tecniche che mette a punto – e per le quali riscuote l’apprezzamento anche dall’FBI statunitense – diventa il punto di riferimento della Procura della Repubblica palermitana, che gli affida perizie mediche ed esami autoptici. Esegue così le autopsie sul Presidente della Regione Piersanti Mattarella, sul giudice Cesare Terranova e sul Procuratore Gaetano Costa, tutti uccisi per mano mafiosa. Nel dicembre del 1981, a seguito di una sparatoria nelle vie di Bagheria che causò quattro morti, gli è assegnata una consulenza allo scopo di identificare il killer grazie ai rilievi eseguiti. La perizia dattiloscopica, infatti, permette di collegare quanto ritrovato sul luogo del conflitto a fuoco con uno dei sicari della cosca di “Corso dei mille”. Per falsificare la perizia Giaccone comincia a subire pressioni di ogni tipo da ambienti contigui alla criminalità mafiosa, che respinge, saldamente ancorato al suo senso del dovere e ai forti principi morali che lo contraddistinguono. Viene ucciso da un killer di Cosa Nostra l'11 agosto 1982 per essersi rifiutato di falsificare una perizia che avrebbe scagionato l'autore di un altro omicidio di mafia a Bagheria che lasciò quattro morti per strada.

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