pio
la torre
“Noi concepiamo la lotta alla mafia come un aspetto della più generale battaglia di risanamento e rinnovamento democratico della società italiana.”
Giovane studente universitario aderente al PCI, sostituisce Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia, alla guida delle lotte contadine per la terra. Pochi anni dopo, Pio passa per l'opposizione al Sacco di Palermo fino alla mobilitazione contro la base missilistica di Comiso. Combatte contro la mafia, per la legalità, la giustizia e la pace. Fondamentale la sua presenza nella Commissione parlamentare Antimafia, di cui redige, insieme tra gli altri al giudice Cesare Terranova, la relazione di minoranza, un caposaldo della lotta contro la mafia. Da quell'esperienza parlamentare nasce la sua rivoluzionaria proposta di legge, che per prima ha previsto il reato di associazione di stampo mafioso e la confisca dei beni dei condannati. Legge che il Parlamento italiano approverà dopo il suo assassinio – avvenuto a Palermo il 30 aprile del 1982 (con lui, muore pure il compagno di partito che lo accompagnava, Rosario Di Salvo) -, col nome di Legge Rognoni-La Torre.